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La caparra nei contratti di affitto - una breve guida

Entro quanto bisogna versare la caparra del proprio contratto d’affitto?

Quando va restituita?

Quali spese il proprietario di casa può detrarre dalla caparra?

A queste domande risponderemo a breve, non prima di aver fornito qualche nozione teorica fondamentale per capire il concetto di caparra.

Che cosa si intende con “caparra”

La caparra nei contratti d'affitto, spesso denominata deposito cauzionale (ma diversa dall’acconto), è una somma di denaro che l'inquilino versa al proprietario dell'immobile all'inizio del contratto di locazione. Questo deposito serve a garantire il proprietario contro eventuali danni all'immobile o mancati pagamenti dell'affitto. Le regole che governano la caparra possono variare a seconda della legislazione locale, ma ci sono alcuni principi generali che vengono comunemente applicati.

Ecco una panoramica delle regole più diffuse:

  • Ammontare della caparra: solitamente, l'importo della caparra è equivalente a uno o più mesi di affitto. Il numero di mesi è fissato dal contratto di locazione;

  • Scopo della caparra: la caparra è intesa come una garanzia per il proprietario per coprire eventuali danni all'immobile causati dall'inquilino (oltre l'usura normale) o per coprire eventuali mensilità di affitto non pagate. Non può essere usata dall'inquilino come pagamento dell'ultimo mese di affitto, a meno che non sia concordato diversamente nel contratto;

  • Restituzione della caparra: alla fine del contratto di locazione il proprietario deve restituire la caparra all'inquilino, a meno che non ci siano danni all'immobile o arretrati di affitto. Se ci sono tali costi, il proprietario può trattenere una parte o l'intero deposito per coprire questi costi. La legge di solito specifica un termine entro il quale la caparra deve essere restituita, che può variare da 30 a 60 giorni dopo la fine del contratto.

Si pagano gli interessi sulla caparra?

Sapevi che in alcuni Paesi o regioni, la legge può richiedere che la caparra sia tenuta in un conto separato che genera interessi a favore dell'inquilino? Alla fine del contratto, l'inquilino avrebbe diritto alla restituzione della caparra più gli interessi accumulati.

Possiamo però dire che in Italia di norma questa clausola non sia indicata nei contratti di locazione.

In generale: è buona pratica per proprietari e inquilini documentare lo stato dell'immobile all'inizio e alla fine del contratto attraverso un inventario dettagliato, delle fotografie, o un report scritto che conviene scambiarsi tra proprietario e inquilino. Questo aiuta a prevenire eventuali dispute sulla restituzione della caparra.

Se il locatore vuole trattenere una parte della caparra?

La caparra non può essere arbitrariamente trattenuta da chi affitta la casa: è infatti necessaria una domanda giudiziale che richieda l’accertamento di eventuali danni arrecati dall’inquilino o canoni ancora non pagati.

Tutto ciò può essere evitato se proprietario e inquilino trovano un accordo stragiudiziale o se risolvono la questione in sede di mediazione.

 

In generale, le questioni relative alla caparra hanno grande variabilità, e il consiglio è sempre quello di trovare un accordo stragiudiziale tra inquilino e proprietario di casa.

In caso di problemi più significativi, questa brevissima guida non vuole fungere da consiglio legale, ma solo da orientamento generico per capire quali sono le proprie possibilità.

Redazione Studio Chianca

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